Odontoiatria infantile

Odontoiatria infantile

Odontoiatria infantile

Le malattie del cavo orale più frequenti (carie e parodontopatie), sono strettamente legate agli stili di vita (igienici e alimentari) e sono provocate in larga misura dagli acidi prodotti dai batteri presenti nella placca dentaria che aggrediscono lo smalto o il parodonto. 


La prevenzione odontostomatologica in età evolutiva rappresenta il principale mezzo d’intervento volto a educare all’apprendimento di comportamenti corretti che sono necessari alla promozione della salute e del benessere oro-dentale in età pediatrica. Di qui l’importanza di attuare programmi di prevenzione e promozione della salute orale attraverso progetti educativi operanti sin dalla prima infanzia. L’azione di prevenzione si attua nei confronti della patologia cariosa, della malattia parodontale e delle malocclusioni. In merito alla patologia cariosa la prevenzione primaria si fonderà sui noti quattro pilastri della prevenzione: IGIENE ORALE DOMICILIARE, CORRETTA E SANA ALIMENTAZIONE, FLUOROPROFILASSI, SIGILLATURE DI SOLCHI E FOSSETTE. 


La visita della cavita orale in età pediatrica andrebbe fatta il più presto possibile, preferibilmente prima dell’inizio del processo cariogeno. Infatti, lo sviluppo di carie nella dentizione decidua e un forte fattore predittivo per lo sviluppo di carie negli elementi permanenti. 


Recenti studi hanno dimostrato che i bambini affetti da ECC (Early Childhood Caries) sono più esposti ad insorgenza di dolore ed emergenze odontoiatriche, rischio di malocclusione e sviluppo di nuove carie, infezioni ricorrenti, sviluppo di paura e fobia odontoiatrica da adulti, possibile alterazione dello sviluppo e della crescita, difficoltà nell'apprendimento e ridotta performance scolastica. Considerando la tenera età dei pazienti affetti e le gravi conseguenze di questa patologia, è opportuno adottare un atteggiamento di tipo preventivo più precocemente possibile. 


La patologia cariosa risulta essere la più frequente nei soggetti in età evolutiva e se non trattata in tempo può causare delle conseguenze negative sulla masticazione, sul linguaggio e sulla qualità di vita sia del bambino che della sua famiglia. La sensibilità riguardo la cura degli elementi decidui è aumentata considerevolmente negli anni. La morfologia degli elementi decidui ed alcune loro caratteristiche, fanno sì che questi siano più suscettibili all’aggressione degli acidi batterici. Tra queste si evidenziano lo spessore ridotto e una maggior permeabilità dei tessuti duri che risultano facilmente esposti a processi cariosi e una dimensione maggiore delle camere pulpari, caratteristica che li rende più facilmente esposti ad episodi pulpitici e dolorosi. La particolare morfologia dei molari decidui genera la presenza di aree di contatto negli spazi interprossimali, piuttosto che di punti di contatto, rendendo difficoltosa la detersione e favorendo la demineralizzazione dei tessuti nelle suddette zone.


Strutturalmente l’elemento deciduo ha la funzione di mantenere un determinato spazio e di guida all’eruzione del permanente corrispondente. Lesioni cariose estese e non trattate possono interferire sensibilmente nella vita quotidiana del paziente pediatrico, esponendolo a complicanze cliniche di tipo funzionale, estetico e infettivo (dolore, gonfiore, ascessi, fistole). La perdita precoce di questi elementi comporta delle problematiche funzionali considerevoli e la necessità di intervenire con trattamenti ortodontici che necessitano di una adeguata collaborazione da parte di tutta la famiglia e con costi considerevoli. 


Fattori di rischio per la gengivite e la patologia cariosa in età pediatrica:



1. Placca batterica

2. Tartaro

3. Eruzione

4. Carie destruenti

5. Malocclusioni

6. Affollamento

7. Alterazioni di numero e di forma

8. Traumi

9. Frenuli patologici

10. Cause iatrogene

11. Fattori genetici e familiari

12. Patologie sistemiche 


Andare dal dentista, specie la prima volta, può venir vissuto dal bambino come l’andare dal dottore quando sta male. Per questo, un primo incontro potrebbe avvenire quando tuo figlio non ha disturbi, possibilmente dai 3 ai 5 anni. 


Prevenzione primaria


FLUOROPROFILASSI

La fluoroprofilassi riveste un ruolo fondamentale tra tutte le varie metodiche di prevenzione della carie. La principale funzione del fluoro e quella di influenzare i continui processi di demineralizzazione e re-mineralizzazione dei tessuti duri dentali. La presenza di fluoro nel cavo orale favorisce, nelle zone di demineralizzazione, la precipitazione di ioni calcio e fosfato sotto forma di apatite, generando una vera e propria re-mineralizzazione dei tessuti. Il secondo vantaggio è rappresentato dalla capacità del fluoro di sostituire gli ioni OH- così da formare fluorapatite e fluoridrossiapatite, strutture più resistenti agli attacchi acidi rispetto l’idrossiapatite. Infine ha la capacità di inibire alcune specie batteriche cariogene, come S. mutans (batterio maggiormente responsabile della carie).

Dentifrici raccomandati

  • Bambini dai 6 mesi ai 2 anni:

dentifrici con concentrazioni di 500 ppm di fluoro, due volte al giorno

  • Bambini dai 2 ai 6 anni:

concentrazione consigliata è di 1000 ppm di fluoro

  • Oltre i 6 anni:

dentifricio con 1450 ppm di fluoro, 2/3 volte al giorno

La fluoroprofilassi nei bambini, in situazioni di normalità, è svolta esclusivamente dall’utilizzo del dentifricio fluorato; si consiglia inoltre la supervisione dei genitori o del caregiver fino ai 7 anni circa. Altri prodotti fluorati domiciliari o ambulatoriali come vernici, collutori e gel sono ugualmente efficaci e possono essere utilizzati come misure preventive aggiuntive in soggetti con medio o alto rischio di carie e in categorie a rischio di sviluppare carie come bambini affetti da MIH (Molar-Incisor-Hipomineralization) o Ipoplasia dello Smalto (EHP).


SIGILLATURE

I solchi e le fossette occlusali dei molari e dei premolari e i forami ciechi dei molari e degli incisivi superiori sono le zone dove la placca batterica si accumula e residua più facilmente determinando l’inizio della carie. Si stima che almeno l’80% delle lesioni cariose nella dentatura permanente si verifichi nella superficie occlusale dei denti cuspidati. La “sigillatura dei solchi” è una procedura preventiva che permette di chiudere e ricoprire i solchi e le fossette dei denti posteriori in modo che la superficie occlusale di questi risulti liscia e maggiormente detergibile, proteggendo il dente dall’insorgenza della carie.

Gli elementi dentari per cui e maggiormente indicata la sigillatura sono i primi molari permanenti (prevenzione primaria) che erompono nel cavo orale intorno ai sei anni di età, posteriormente alla dentatura decidua. Dal momento in cui erompono al raggiungimento del piano masticatorio, passano alcuni mesi in cui l’elemento si trova “più in basso” degli altri e la sua pulizia con spazzolino diventa più difficile; in aggiunta, lo smalto “appena nato” e più fragile e più suscettibile alla carie.


Come vengono eseguite

Dal punto di vista pratico, la sigillatura deve essere eseguita quando la superficie occlusale esposta lo permette (la superficie occlusale deve poter essere visibile in toto). È importante sapere che si tratta di una procedura clinica semplice, sicura ed efficace dal punto di vista costi/benefici ed e quindi fortemente raccomandata. Inoltre, la metodica non richiede anestesia locale e risulta essere indolore per il bambino. 

Dott.ssa Annalisa Guerriero

La dott.ssa Annalisa Guerriero ha conseguito la Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara nel 2015.
Ha conseguito il Master Biennale di II Livello in "Ortodonzia, ATM e Tecnologie Digitali" nel 2018.
Si è specializzata in Odontoiatria Pediatrica presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara nel 2021.
Dal 2016 svolge la professione di Odontoiatra come consulente e collaboratrice di pedodonzia e conservativa e frequenta il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’Università “G. D’Annunzio”.
Ha frequentato l’U.O. di Odontostomatologia dell’Ospedale “F. Renzetti” di Lanciano come medico volontario. 
Ha frequentato il Centro Odontoiatrico “Solidarietà Vincenziana” di Roma, svolgendo ortodonzia intercettiva, funzionale e fissa a favore di bambini e adolescenti in condizioni socio-economiche disagiate.
E’ socio ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), SIDO (Società Italiana di Ortodonzia) e SIOI (Società Italiana di Odontoiatria Infantile).
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